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La vita incredibile e avventurosa di Nellie Bly da "Un mondo a parte"

 Sabato 26 ottobre alle 21.15, da "Un mondo a parte" andrà in scena "Nellie, una donna fenomenale", di e con Sara Carapellotti, regia di Luca Simonelli. 

Nellie Bly (pseudonimo di Elizabeth Jane Cochran), è, ancora oggi, una delle figure femminili più dirompenti del secolo scorso.       

Tra la fine dell’ottocento e la prima parte del 1900 si consuma la sua incredibile e avventurosa esistenza, è stata una donna che ha saputo imporsi nella società maschilista del suo tempo. Giornalista, capitana d’industria, reporter di guerra. È stata la prima donna a compiere in solitaria il giro del mondo in meno di ottanta giorni. 

È stata la prima che si è dedicata al giornalismo investigativo e la creatrice del genere di giornalismo sotto copertura. Tra le sue indagini più famose certamente quella che rivelò al mondo la brutalità del manicomio criminale di Blackwell Island, facendosi ricoverare per dieci giorni come malata. Indagine che ispirò successivamente il film: “Qualcuno volò sul nido del Cuculo”. Il suo nome è legato anche ad un giro del mondo da record, completato in soli 72 giorni, emulando Phileas Fogg, protagonista del romanzo di Jules Verne Il giro del mondo in 80 giorni. Modello per l'emancipazione delle donne nel 1895 Nellie Bly si sposò con il milionario Robert Seaman e lasciò il giornalismo. Dopo la morte del marito, avvenuta nel 1904, si dedicò alla gestione delle sue aziende. Ma non era il suo mestiere e, gravata dai debiti, dovette dichiarare bancarotta nel 1914. Nello stesso anno scoppiò la prima guerra mondiale. Si trasferì in Europa ed inviò reportage al New York Evening Journal dai fronti russo e serbo. Tra i suoi primati, aggiunse anche quello di primo corrispondente di guerra donna. All'età di 57 anni, il 27 gennaio 1922, Elizabeth morì di polmonite al St. Mark's Hospital di New York. Fu sepolta in una modesta tomba al Woodlawn Cemetery nel Bronx. Poche settimane prima della sua scomparsa, lasciò detto: «Non ho mai scritto una parola che non provenisse dal mio cuore. E mai lo farò». 


L’atto unico racconta la vita della protagonista attraverso un immaginario dialogo della giornalista statunitense con suo padre appena dopo essere morta. In un parco immaginario, in attesa della sua nuova destinazione ultraterrena, la donna ripercorre la propria esistenza in un continuo flusso narrativo tra ironia, leggerezza e consapevolezza della propria incredibile avventura terrena.

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